
Natale è alle porte, e io non vedo l’ora che oltrepassi quella soglia per levarsi dalle scatole. No, non sto scherzando: questo è il periodo dell’anno che meno sopporto in assoluto, e giuro che non so come abbia fatto con il tempo a sviluppare un’intolleranza del genere a pacchetti regalo e babbi natale impiccati alle finestre. Credo che la Girolamo Savonarola che è in me semplicemente voglia fare a meno di tutto ciò – luci, stelle, fiocchi, code nei negozi, auguri a pioggia da sconosciuti, rimbecillimento conclamato della popolazione, e via dicendo – per lasciare spazio alla normale e tediosa quotidianità da giornata feriale.
Un merito però al Natale glielo concedo: tra regali, pranzi sontuosi e colori fioccanti in ogni dove, questi giorni lasciano traspirare un po’ di serenità a quelle persone in cerca di un po’ di evasione dalle preoccupazioni di tutti i dì. A meno che non si siano imbarcate nell’impresa di cucinare per 12 persone, quelli sono affari loro. Io continuo a deprimermi ogni giorno sempre più, ma sarà, invece di lamentarmi cercherò la felicità in un pandoro farcito con la Nutella. Ognuno si arrangia come può.
Bando alle ciancie. L’argomento del post odierno ha a che fare sì con la crisi, ma anche con la vostra parolina preferita: regali. Mancano due giorni allo spacchettamento folle di presenti giunti al riparo sotto le gentili fronde del vostro alberello, e scommetto che molti avranno l’ansia a mille per non aver comprato nulla ai propri cari. Ahi ahi ahi. Mi dispiace, ma io di regali di Natale non ne faccio da un po’ quindi non posso empatizzare più di tanto (sono simpatica, su questo non ci piove).
Comunque, non drammatizzate. Se il destinatario del vostro bel pensiero è una personcina informale e dotata di grande senso dell’humor – nonché vostra grande amica o amico, magari lasciate perdere chi è solito alzare sdegnosamente il sopracciglio con regali dai 100 euro in giù – ho qualcosa per voi.
Niente di trascendentale, probabilmente l’avrete già fatto mille volte. Questa volta, però, mi è venuto così bene che ho deciso di postarlo qui, foto dopo foto. L’idea mi è venuta un paio di giorni prima il compleanno di due amiche di vecchia data. Squattrinata e con le idee in picchiata, pensavo e ripensavo a cosa architettare per il giorno dei festeggiamenti. Internet, riviste, foto, passeggiate per i vicoli. Niente.
Una sera, alzo la testa e -zac- la folgorazione. E fu così che mi misi al lavoro, per due pomeriggi e una serata intera…
L’oggetto che banalmente mi ha fornito la spinta giusta per dare vita alla mia idea-regalo è stata una semplice scatola grigia di cartone, di quelle utilizzate per contenere le scarpe. Poi ho cercato tra gli stracci un lenzuolo colorato – rosso in questo caso-, e mi sono armata di forbici, colla, cotone idrofilo e puntine gialle.
Ho foderato l’interno della scatola con del cotone, attaccandolo alle pareti con un po’ di colla stick…
…poi ho ritagliato dal lenzuolo rosso un fazzoletto grande abbastanza da ricoprirne l’interno…
…dopo aver incollato un po’ alla buona il lenzuolo al cotone presente dentro la scatola, ho tolto la stoffa in eccesso e ho fatto aderire il tutto alle pareti ‘morbidose’. Infine, ho aggiunto un tocco di colore inserendo piccole puntine gialle qua e là (ovviamente ci son mille modi diversi per decorare la stoffa, io ho scelto la via più veloce).
E l’interno è bello che pronto.
Ora, dato che sono svampita e faccio sempre le cose al contrario, l’operazione sopra descritta andrebbe svolta subito dopo quella più divertente e creativa, ovvero la decorazione esterna. Per la mia scatola-regalo ho optato di nuovo per qualcosa di veloce: ritagli di una vecchia rivista da incollare a piacimento sulle pareti esterne. Ed è venuto fuori questo:
Onde evitare il distacco prematuro dei ritagli di carta, ho foderato il tutto con della pellicola da cucina, ottima perché aderisce benissimo e regala un tocco industrial al regalo.
Ora viene la parte divertente: con cosa riempire questa benedetta scatola-regalo? Beh, questo naturalmente dipende da Voi e dai gusti della persona cui il pensierino di compleanno o di Natale è destinato. Io mi sono divertita assai a trovare oggetti buffi in giro per la casa – ho anche acquistato qualcosa, a dir la verità – che andassero a genio con la personalità delle mie amiche. Impreziositi poi da personalizzazioni un po’ particolari e bigliettini di cartoncino bianco decorati e scritti di mio pugno. Prima, però, ho ritenuto opportuno dare un po’ di colore al lato interno del coperchio, ideando e scrivendo una poesiola scema e un po’ cattivella per le due ‘sfortunate’ festeggiate.
Tra i tanti oggetti inseriti all’interno della scatola (vedi foto sopra), di cui molti purtroppo ho smarrito le foto, erano presenti un improbabile ovetto del buon pensiero, contenente frasi e affermazioni tutt’altro che di buon gusto; fagotti rossi di cartapesta a pois bianchi (fatti con la candeggina tramite pennellino) ripieni di tisane da una parte e acido citrico dall’altra (una sostanza naturale formidabile per la creazione casalinga di disincrostanti e ammorbidenti); shampoo e balsami profumatissimi e rigorosamente eco-bio; un’adorabile scatoletta piccolissima adatta a contenere un anello di fidanzamento ma che in realtà ospitava solo una caramella e un messaggio cattivello da parte mia; foto varie stampate in bianco e nero ritraenti le due festeggiate in pose ridicole o mediamente compromettenti; due simpatici porta-assorbenti contenenti una mia stucchevole fototessera
dall’espressione scema e saccente insieme e un paio di suggerimenti cretini; un segnalibro con incollata una mia fototessera e un fumetto riportante la mia fantomatica quanto invera onniscienza; un bastoncino in legno per capelli tramutato – secondo istruzioni della targhetta da me redatta – in strumento infernale picchia-bambini, fatto apposta per una delle destinatarie che è, per l’appunto, maestra d’asilo (No, non picchio i bambini e non incito nessuno a farlo, si scherza). Il tutto è stato decorato alla fine da una pioggia di caramelle, dolciumi, nutellini e zuccherini e sigillato da alcune etichette bianche adesive.
Inutile dire che mi sono divertita un mondo, a confezionare questo regalo. Come si dice sempre, si cerca di regalare agli altri quello che vorremmo fosse regalato a noi. Anche se spesso e volentieri quello che voglio le regalo a me e non agli altri, in questo caso non c’è niente di più vero: mi è difficile descrivere l’emozione che provo nel pensare ad una scatola tutta per me da aprire. Alzare il coperchio con la morbosa curiosità di scoprire il tesoro abbandonato dentro le pareti di cartone. È un po’ quello che ho provato quando le mie amiche hanno scartato il pacco. E, nonostante sapessi già perfettamente cosa vi si trovava all’interno, non nascondo che mi sono eccitata come una bambina alla vista di tutti quegli oggettini colorati che avevo confezionato con le mie mani.
Per il resto, buone vacanze e buone festività a tutti. Vi lascio con il mio solito augurio di ogni anno: che vi vada di traverso il panettone









